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Legumi e MRC: alleati preziosi nella dieta renale mediterranea

A cura del Dr. Tommaso Amendola, dietista Renale presso il Policlinico Gemelli, presidio Columbus.

I legumi rappresentano un alimento di grande valore nutrizionale e possono svolgere un ruolo fondamentale anche nella dieta renale. Nonostante per anni siano stati considerati poco adatti alle persone con insufficienza renale, oggi sappiamo che – se correttamente trattati – possono diventare una risorsa preziosa.

I legumi offrono infatti un apporto significativo di proteine, fibre, minerali e vitamine, elementi essenziali per il benessere generale e utili anche in condizioni di ridotta funzionalità renale. Allo stesso tempo, però, richiedono alcune accortezze per evitare un eccesso di sodio e potassio, due elementi che possono accumularsi in chi soffre di insufficienza renale.

Un punto chiave è la gestione dei legumi secchi, che devono essere trattati con cura per ridurre il contenuto di elettroliti. È consigliato un ammollo di 12–24 ore, cambiando spesso l’acqua per eliminare quanto più possibile sodio e potassio presenti naturalmente. Successivamente, è importante ricorrere alla doppia cottura: una prima bollitura, seguita dall’eliminazione dell’acqua, e una seconda cottura in acqua nuova. Questa tecnica permette di ridurre ulteriormente la presenza di sostanze potenzialmente problematiche per la funzione renale.

Per chi desidera una soluzione più pratica, i legumi in vetro rappresentano un’ottima alternativa. Anche in questo caso è sufficiente eliminare accuratamente il liquido di conserva per ottenere un prodotto più sicuro, con un contenuto ridotto di potassio e fosforo. Questa scelta consente di mantenere sotto controllo gli elettroliti senza rinunciare ai benefici nutrizionali dei legumi.

Un aspetto particolarmente interessante riguarda la combinazione tra legumi e cereali. I legumi, infatti, presentano una lieve carenza di alcuni aminoacidi essenziali, che può essere compensata grazie all’abbinamento con i cereali. Questa unione permette di ottenere un profilo proteico completo, tanto da essere definita la “carne dei poveri”. Attraverso una corretta tecnica di cottura e una combinazione studiata, è possibile persino sostituire una parte delle proteine animali all’interno della dieta, migliorando l’equilibrio nutrizionale complessivo.

L’utilizzo dei legumi, dunque, non solo è possibile, ma anche consigliabile nella dieta renale, purché vengano seguite le tecniche corrette di preparazione. Essi permettono di tutelare la terapia nutrizionale quotidiana, garantendo un adeguato apporto proteico senza sovraccaricare l’organismo con molecole potenzialmente tossiche. In questo modo, anche in presenza di insufficienza renale cronica, i legumi diventano uno strumento utile per variare e arricchire l’alimentazione, migliorando la qualità nutrizionale e supportando la salute nel lungo periodo.

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